Acustica ambientale2020-04-19T17:58:59+00:00

ACUSTICA AMBIENTALE

Nel nostro staff disponiamo della figura del Tecnico Competente in Acustica, in grado di effettuare misurazioni fonometriche negli ambiti di :

Rischio rumore nei Luoghi di Lavoro 

Rilevazione fonometrica strumentale del livello di esposizione al rumore dei lavoratori. 

I limiti di esposizione del lavoratore alle sorgenti di rumore sono fissati e ben definiti dal Decreto Legislativo n°81 /2008 . Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio rumore per poter adottare tutte quelle misure di prevenzione al fine di ridurre al minimo il rischio infortuni e malattie professionali dei propri lavoratori.

La valutazione del rischio deve essere effettuata da un TCA in tutte le aziende, indipendentemente dal settore produttivo, nelle quali siano presenti lavoratori subordinati o equiparati ad essi;  nei casi in cui non si possa escludere che siano superati i valori inferiori di azione (LEX>80 dB(A) o Lpicco,C > 135 dB(C)) la valutazione deve prevedere anche misurazioni effettuate secondo le appropriate norme tecniche (UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011).

Nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 181 del D.Lgs 81/08, il datore di lavoro valuta l’esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione vari aspetti.

In particolare: 

a) il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo; 

b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all’articolo 189; 

c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori; 

d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e fra rumore e vibrazioni; 

e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di 

avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni; 

f) le informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori dell’attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia; 

g) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore; 

h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l’orario di lavoro normale, in locali di cui è 

responsabile; 

i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella 

letteratura scientifica; 

l) la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione. 

La valutazione del rumore deve confluire nel più generale Documento di valutazione dei rischi.

Casi particolari di valutazione del rischio sono quelli finalizzati alla redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento, da redigere preliminarmente l’affidamento di un contratto d’appalto nel settore dei cantieri temporanei e mobili) e alla stesura del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti, da redigere preliminarmente l’avvio dell’attività di un contratto d’appalto in tutti i casi in cui non è previsto il PSC).

Impatto acustico ambientale 

Le regioni definiscono i criteri per la redazione della documentazione di impatto acustico (ai sensi della LR 89/98 in Toscana ) che i Comuni devono richiedere ai titolari dei progetti predisposti per la realizzazione, la modifica e il potenziamento di opere quali, tra l’altro, aeroporti, autostrade, strade locali, discoteche, pubblici esercizi in cui sono installati macchinari o impianti rumorosi, ferrovie (art. 8, comma 2 della L. 447/1995), e ogni volta che la valutazione relativa agli effetti acustici sia comunque imposta da esigenze di tutela ambientale.Sempre per la redazione della stessa documentazione sono stati definiti i criteri per le richieste da parte dei Comuni ai soggetti che necessitano del rilascio di concessioni edilizie per nuovi impianti e infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; di altri provvedimenti comunali di abilitazione al loro utilizzo e di qualunque altra licenza o autorizzazione finalizzata all’esercizio di attività produttive.

Rumore aeroportuale

Ancora, sono definiti i criteri per la redazione della documentazione che devono presentare i soggetti che richiedono il rilascio degli atti necessari all’utilizzo delle aree nelle quali sono effettuati gli atterraggi e i decolli degli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo nonché delle aviosuperfici realizzate successivamente alla data di entrata in vigore del DM 31 ottobre 1997

Per la redazione della valutazione previsionale di clima acustico sono definiti i criteri tecnici per la redazione della documentazione che i soggetti pubblici e privati interessati alla realizzazione di insediamenti quali scuole e asili nido, ospedali, case di cura e di riposo, parchi pubblici urbani ed extraurbani; nuovi insediamenti residenziali prossimi a opere quali aereoporti, autostrade, discoteche…. (art.8, comma 3, L. 447/1995) devono produrre, con riferimento alle aree sulle quali, come da progetto, insistono gli insediamenti.

La presentazione della documentazione di valutazione di impatto acustico è obbligatoria:
– per opere sottoposte a VIA
– per opere per le quali può essere assicurato il rispetto dei limiti solo con adeguati interventi di mitigazione.

Requisiti acustici passivi 

relazione previsionale dei requisiti acustici passivi degli edifici che permette di evidenziare il rispetto, in fase progettuale, dei limiti di legge che riguardano le prestazioni acustiche passive dell’involucro edilizio, la qualità acustica degli ambienti e il rumore degli impianti in accordo alla legislazione vigente (DPCM 5/12/1997, Criteri Ambientali Minimi così come aggiornato dal DM 11 ottobre 2017 e riferimenti richiamati). Scopo della stessa, in accordo con le recenti linee guida della Regione Toscana “Linee guida per l’effettuazione dei controlli sui requisiti acustici passivi degli edifici ai sensi del DPCM 5/12/1997 ed azioni in caso di non conformità” è quello infatti di “dichiarare il previsto raggiungimento dei requisiti acustici passivi degli edifici individuati dal D.P.C.M. 05/12/1997 ovvero dal Decreto 11 Gennaio 2017”. 

Collaudo acustico

Partendo dalla presentazione dell’algoritmo di calcolo utilizzato (suggerito dalle norme tecniche di settore) ed evidenziandone limiti e potenzialità, la scelta delle soluzioni costruttive e delle caratteristiche dei materiali (certificate dal produttore) il tecnico da evidenza del rispetto dei limiti normativi nelle condizioni di posa in opera a regola d’arte. 

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